a c q u a c l a v d i a

Il parco

Il Parco archeologico-naturalistico dell’Acqua Claudia è stato creato con l’obiettivo di proteggere, promuovere e valorizzare le testimonianze archeologiche, architettoniche e naturalistiche presenti nell’area dell’omonimo stabilimento idrominerale.
Il luogo, grazie alla sorgente di acqua fredda e minerale e alla vicinanza del fiume Arrone, ha attratto l’uomo sin dall’antichità.

Il complesso romano, che risale alla seconda metà del I secolo a.C., presenta, infatti, testimonianze di epoche ancora più antiche, come il ritrovamento di fondazioni pertinenti a una struttura precedente, distrutta dalla costruzione tardo-repubblicana, e ritrovamenti etruschi e neolitici.

Il monumento guida è l’area dell’antica residenza, di circa tre ettari, che comprende il complesso residenziale, la cisterna, la fontana, il diverticolo stradale, e una grotta creata in epoca romana per conservare le derrate alimentari.

Le rovine, insieme a una ricca vegetazione spontanea che cresce lungo il fiume Arrone, creano un connubio storico/naturalistico di grande impatto paesaggistico.
Di epoche più recenti, un antico mulino situato lungo il fiume Arrone, rappresenta un’altra importante scoperta.

Intorno si trovano vecchi impianti industriali del '900, una fontana monumentale chiamata ‘dei leoni’ e, adiacente alla grotta romana, una residenza patronale.
Il parco include anche un edificio tardo-ottocentesco, oggi in stato di abbandono, circondato da una vegetazione lussureggiante che richiama il concetto romano di ‘lucus’ o bosco sacro.

IL COMPLESSO ARCHEOLOGICO

Il complesso archeologico dell’Acqua Claudia è un raro esempio di architettura curvilinea romana di carattere privato strutturato su tre livelli distinti. Il primo è scenografico mentre gli altri due sono dedicati all'abitazione e alla produzione. Il piano terra ospitava un'ampia esedra (ambiente a forma di emiciclo) con nicchie fenestrate e due ninfei presumibilmente collegati da un canale, oggi interrotto. La tecnica edilizia utilizzata è l'opus quasi reticulatum grazie alla quale è stato possibile datare il complesso tra il 40 e il 30 a.C.

Al centro dell'esedra si trova un imponente ninfeo con volte a botte, affiancato da due ingressi, di cui uno ora demolito. 
Il ninfeo presenta una stratificazione di oltre due metri di ricolmo che oscura l'accesso e parte dell'ambiente circostante. Un piano intermedio, in gran parte interrato, conduce al pianoro superiore, dove si trovano gli ambienti residenziali e, probabilmente, un giardino o un impianto termale. Un disimpegno a cielo aperto fungeva da divisione tra la zona residenziale e quella produttiva evidenziando l'autosufficienza economica del complesso. Molte parti della struttura rimangono ancora da scavare, inclusi il canale di collegamento dei ninfei, il piazzale antistante l'ingresso monumentale e parti significative delle aree residenziali e produttive.

Video panoramico

"Mi bevono dalla notte dei tempi
Assaporano il mio gusto e il mio corpo
E non possono fare più a meno di me.
L'acqua delle mie acque è antica come la storia del mondo
Dove il rituale delle abluzioni è eterno come le costellazioni nel cielo.


Molta acqua è scivolata via come il tempo tra le dita di molti uomini
Ma io sono sempre la stessa,
Viva, pura, benefica
Mi chiamano Claudia da oltre cento anni
Ma è solo un rapido soffio nella mia eternità."